Contro la guerra. Contro il riarmo e il carovita. Per una vera riconversione ecologica.

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Chiediamo a chiunque condivida questo appello di sottoscriverlo praticamente, girandolo ai propri contatti e segnalandolo ai propri conoscenti.

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Una nuova guerra mondiale è cominciata e non si fermerà se le decisioni saranno lasciate ai governi e ai potenti del Mondo, ai loro progetti imperiali e di dominio economico.

È una follia che va fermata al più presto.

Sono necessari e urgenti il protagonismo e l’iniziativa dei popoli e delle persone che, nonostante tutto, la guerra non la vogliono, in Ucraina come in Russia, in Italia, in Europa e in tutto il Pianeta.

Perché la guerra fa paura, e i popoli e le persone hanno diritto alla paura. Perché la guerra fa schifo e trasforma i corpi, in particolare quelli delle donne e dei bambini, in terreno di conquista, di dominio, di sfruttamento e di propaganda.

Noi non vogliamo vedere i nostri ragazzi al fronte, le nostre città rase al suolo, i funghi termonucleari nel cuore dell’Europa o degli altri continenti.

Vogliamo perciò costringere i potenti del mondo (e qui in Italia il nostro governo) a deporre le armi e a fermare l’aumento delle spese militari e la corsa al riarmo.

Vogliamo un cessate il fuoco immediato, che lasci in pace le popolazioni civili. In Ucraina e ovunque nel Mondo.                                                                                 

E vogliamo che si mettano al centro di tutte le discussioni e di tutte le decisioni tre chiari obiettivi: 1) la Pace, come forma normale di relazione tra le nazioni e i popoli; 2) il Pane, come pieno soddisfacimento dei fondamentali bisogni umani; 3) la Terra, come ambiente da salvaguardare in amicizia con la specie umana e le altre specie viventi.

Ma dire “Pace, Pane, Terra” significa anche rivendicare interventi immediati contro il carovita: anzitutto con un tetto ai prezzi di gas, luce e carburanti, e poi intervenendo con prezzi amministrati su tutti i generi di prima necessità. Vanno anche colpite con durezza le speculazioni dei grandi gruppi industriali sui mercati internazionali.

Più in generale, va perseguito un consistente extragettito fiscale, tassando i profitti e i patrimoni delle grandi imprese e dei super ricchi, al fine di garantire il diritto alla salute, alla mobilità, al lavoro e al reddito, nonché una vera riconversione ecologica che scongiuri la crisi climatica.

Non c’è alternativa: le energie fossili inquinano e spingono anch’esse a guerre e distruzioni. La transizione ecologica va avviata perciò subito, concentrando le risorse disponibili per lo sviluppo delle energie alternative (solare, eoliche, geotermiche) e incentivando il recupero e il riciclaggio dei rifiuti.

Per tutte queste ragioni e per tutti questi obiettivi, noi proponiamo alle donne e agli uomini di buona volontà di dare vita, entro il mese di giugno, a concrete giornate di mobilitazione territoriale, connettendo, ad esempio (come si farà il 17 a Napoli e il 18 a Caserta), il tema della Pace alle iniziative di solidarietà coi migranti che si terranno in tutta Italia attorno alla data del 20 giugno, giornata mondiale del rifugiato.

Anche in quella occasione avrà senso lo slogan: Contro la guerra, il riarmo e il carovita. Per una vera riconversione ecologica.

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