Tutto ciò che volevo fare era dipingere luce sui muri della vita

In memoria di Lawrence Ferlinghetti, poeta, attivista, editore (1919 – 2021)

“… Lawrence Ferlinghetti, nella soffitta dove dipinge, dorme, scrive e manda avanti la sua casa editrice che ha preso nome, con regolare autorizzazione, dal film di Charlie Chaplin [City Lights]. Tutti gli archivi, tutta la corrispondenza di quella casa editrice sono conservati in due scatole da scarpe; le conservo perché mi piacciono i colori delle cartoline e dei francobolli, mi diceva, tanto a che cosa serve. Quello che conta è che i libri escano.

In quei giorni era molto indaffarato. Voleva ottenere che in una certa ricorrenza nazionale i reduci di guerra raccolti ora in un’organizzazione pacifista sfilassero in uniforme (visto che avevano fatto la guerra), ma in un reparto distaccato (visto che la guerra non volevano farla più). Un reparto distaccato con l’autorizzazione a portare il distintivo nero della lega antiatomica: il distintivo di quelli che oltre a non volere più la guerra non vogliono più distruzioni”.

(Fernanda Pivano, in Poesia degli ultimi americani, Feltrinelli, Milano 1973, p. 9)

———————————————————–

The world is a beautiful place

The world is a beautiful place
to be born into
if you don’t mind happiness
not always being
so very much fun
if you don’t mind a touch of hell
now and then
just when everything is fine
because even in heaven
they don’t sing
all the time

The world is a beautiful place
to be born into
if you don’t mind some people dying
all the time
or maybe only starving
some of the time
which isn’t half so bad
if it isn’t you

Oh the world is a beautiful place
to be born into
if you don’t much mind
a few dead minds
in the higher places
or a bomb or two
now and then
in your upturned faces
or such other improprieties
as our Name Brand society
is prey to
with its men of distinction
and its men of extinction
and its priests
and other patrolmen
and its various segregations
and congressional investigations
and other constipations
that our fool flesh
is heir to

Yes the world is the best place of all
for a lot of such things as
making the fun scene
and making the love scene
and making the sad scene
and singing low songs and having inspirations
and walking around
looking at everything
and smelling flowers
and goosing statues
and even thinking
and kissing people and
making babies and wearing pants
and waving hats and
dancing
and going swimming in rivers
on picnics
in the middle of the summer
and just generally
‘living it up’

Yes
but then right in the middle of it
comes the smiling

mortician

(Lawrence Ferlinghetti, Pictures of the Gone World, City Lights, San Francisco, 1955)

——————————————————-

Il mondo è un gran bel posto

Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio che la felicità
non sia sempre
poi tutto ’sto spasso
se non vi dà fastidio un pizzico di inferno
di tanto in tanto
proprio quando tutto fila liscio
perché perfino in paradiso
non stanno sempre lì
a cantare

Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio che la gente muoia
di continuo
o magari stia solo morendo di fame
ogni tanto
il che non è poi così grave
se non si tratta di voi

Oh il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio più di tanto
qualche mente morta
tra gli alti papaveri
o un paio di bombe
di tanto in tanto
sulle vostre facce rivolte all’insù
o altre consimili sconvenienze
di cui la nostra società Marchio Aziendale
è preda
con i suoi uomini distinti
e i suoi uomini estinti
e i suoi preti
e gli altri vigilantes
e le sue svariate segregazioni
e le investigazioni parlamentari
e le altre stitichezze
di cui la nostra carne cogliona
è erede

Sì il mondo è il miglior posto di tutti
per un sacco di cose tipo
prendere parte alla scena divertente
e prendere parte alla scena d’amore
e prendere parte alla scena lacrimosa
e cantare canzoni sommesse e avere ispirazioni
e passeggiare
guardando tutto
e sentendo il profumo dei fiori
e toccando il culo alle statue
e perfino per pensare
e baciare le persone e
per fare bambini e portare i calzoni
e salutare sventolando il cappello e
per ballare
e andare a nuotare nei fiumi
o a fare picnic
in piena estate
e in generale proprio per
«spassarsela»


ma poi proprio sul più bello
arriva sorridente

il becchino.

(Traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan,

in Lawrence Ferlinghetti, A Coney Island of the Mind, minimum fax, Roma 2018)

Potrebbe interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.