Lode della città

Riportiamo su LEF una istruttiva pagina del breve saggio “Civitas et civilitas” del compianto filosofo Aniello Montano.

La città è non solo il luogo in cui gli uomini si incontrano. Stabiliscono norme comuni per la convivenza civile. Intrecciano rapporti di amicizia e legami affettivi. Collaborano alla soddisfazione dei bisogni comuni.

È anche il luogo in cui la cultura, cioè la civilitas, trova le condizioni primarie per la sua realizzazione e le sue oggettivazioni. La città, pertanto, favorisce la nascita della civiltà e si giova delle risorse di questa.

Proprio perché il luogo in cui si realizza la civiltà, la città ha una sua storia. Ha un suo ritmo spirituale. Essa si rapporta a un luogo, a un clima, a un paesaggio, ha cioè un legame stretto e inscindibile con l’ambiente geografico. Ma si rapporta anche al tempo. Ha, cioè, un rapporto stretto e inscindibile con la storia. Essa custodisce, infatti, le testimonianze viventi dell’impegno creativo delle diverse generazioni che in essa sono vissute e hanno operato.

La città, pertanto, si presenta come un libro le cui pagine sono rappresentate dalle strade, dalle piazze, dalle case, dai monumenti civili e religiosi. Più precisamente ancora, si presenta come un libro di storia. In questo, come nella città-libro, il racconto si dipana secondo l’ordine del tempo. Sfogliando le pagine di un libro di storia, si apprendono fatti ed eventi del passato, utili per la comprensione della continuità storica, delle nostre radici, e per fornire un senso al nostro essere attuale.

Leggendo la storia e conoscendo gli avvenimenti del passato, abbiamo l’impressione di aver vissuto più a lungo, di avere avuto una vita più ricca e più densa di esperienze. La conoscenza della storia consente di conquistare un pezzo di vita in più. La stessa esperienza di un ampliamento della vita si prova leggendo le “pagine” della città.

Chi sa leggere la città, la sua struttura urbanistica, i suoi monumenti è come se entrasse in una sorta di macchina del tempo. Riesce ad andare indietro negli anni. Riesce a capire le forme dell’architettura del passato, i bisogni, i desideri, l’organizzazione della vita sociale, le “maschere” del potere e tutto quanto è connesso alla vita associata di un certo tempo.

La lettura, intelligente e attenta, della città-libro è una sorta di assicurazione contro il pericolo di sentire alla fine della vita di aver vissuto spaventosamente in fretta e senza aver appreso tutto quanto era possibile e utile per maturare un forte sentimento di identità personale e comunitaria: come se la propria esistenza si fosse consumata tutta in un soffio senza durata, in un presente senza passato e senza memoria.

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