La potenza dell’immagine

Dirette, immediate, evocative. Efficaci, d’impatto, suggestive. Parliamo delle immagini. O meglio, della loro potenza e, volendoci spingere oltre, del loro potere, addirittura.  

Oggi come ieri. Oggi più di ieri. Anche se la disamina del concetto di immagine ha attraversato i secoli, oggetto delle più disparate speculazioni filosofiche.

Da Platone ad Heidegger, infatti, passando per Kant fino ad arrivare a Nietzsche, l’associazione pensiero/ immagine, nel suo dualismo e, al contempo, nel suo convergere, ha rivestito sempre un ruolo chiave di indagine.  

Non è affatto un caso se l’immaginario collettivo riconduce la propria etimologia al sostantivo immagine; per non parlare della valenza e del valore che, in un periodo storico come questo, assumono la forma e il segno, arricchendosi di volta in volta di maggiori significati e significanti e di una forza sempre nuova, sempre intensa. 

Gli indicatori ci rivelano come il 93% della comunicazione umana è non verbalee che le persone ricordano, in media, ben l’80% di ciò che vedono e solo il 20% di ciò che leggono. Sicché, utilizzare un’informazione grafica è diventata una priorità ed un’esigenza sempre più incalzante.

Sottolineiamo inoltre quanto facilmente l’immagine possa andare oltre la semplice funzione descrittiva, e  divenire veicolo, motore, spinta all’azione.

La possibilità che il contenuto di un’info grafica diventi virale è decisamente alta. Sui social network, compagni inseparabili della quotidianità di ognuno, un post con foto e commento ha maggiori chance di essere letto o, semplicemente, di attirare l’attenzione. Si stima, infatti, un aumento del 12% del traffico in quei siti che le utilizzano.

La storia e i fatti, d’altro canto, ci hanno insegnato che la potenza delle immagini, declinatasi nelle più svariate forme, è riuscita a smuovere menti e coscienze, tra diffusione dell’orrore, comprensione del dolore e spaccati di realtà.

I cinegiornali di mussoliniana memoria fungevano, oltre che da documento storico-politico, da spinta per passare all’azione, per agire.

La propaganda nazional- socialista, coordinata da Joseph Goebbels, si rivelò uno strumento di eccezionale portata per creare motivazione e suscitare sentimenti di orgoglio e supremazia. Una sintesi ben riuscita di potenza e potere insieme.

Non a caso, l’illuminista Kant osservava come la condizione dell’apparire fosse costituente essenziale della finitezza dell’ente stesso.

Il termine tedesco Bilden, del resto, significa tanto “costituirsi” quanto offrire la possibilità di un’immagine. Ed inoltre, per quanto l’immagine sia “segno di una forma”, essa è essenzialmente immagine di ciò che è stato (e non è più) o pre-figurazione di ciò che sarà (e dunque non è). Il che implica un flusso continuo di immagini inarrestabile, e l’esistenza della possibilità, ancor di più della necessità, di offrirne sempre di nuove.

In Destino della necessità, il filosofo Emanuele Severino affronta la questione dell’immagine in un paragrafo Il prevalere dell’immagine: per lui, il termine immagine va inteso inizialmente come “parola”, “linguaggio”, in particolare nella sua dimensione semiotica di “indice”. L’immagine si “riferisce” a un ente. L’immagine è isolata. Il mondo come immagine è il mondo come volontà, o meglio, come “volontà di potenza” (Nietzsche) vista “in uno specchio” (sempre Nietzsche), che è lo specchio del filosofo.

Oggigiorno noi la vediamo e percepiamo nei nostri specchi, ognuno nel suo, ognuno a proprio modo, ognuno secondo il proprio vissuto.

L’immagine pura, a sé stante, fissa ed immutabile, non esiste se non per essere ricollegata ad un nostro mondo interiore, al nostro immaginario collettivo per l’appunto.

L’immagine ci occorre per poterci specchiare e riflettere in un segno grafico e in quel preciso momento, in quell’infinito istante. Da qui, la potenza e il potere che un’immagine esercita. Di qui anche la necessità di guardarla sempre con occhio critico

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