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Pensiero critico

Pensiero critico (9)

Sabato, 06 Ottobre 2018 18:32

L'estraneo alle prese con la modernità

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Il razzismo: ritorno alla barbarie o elemento fondativo della modernità?

Letteratura testimoniale come sfida intellettuale allo status quo

Sabato, 31 Gennaio 2015 05:43

Quanto vale leggere un romanzo

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Spesso, parlando di libri, trascuriamo la differenza  tra le due grandi categorie: quella del saggio e quella del romanzo. Non è difficile capire che il saggio parla di fatti concreti, anche se spesso l’autore riesce a renderlo leggero… romanzando i fatti stessi. Nel romanzo, invece, l’autore inventa quasi tutto, ma molto spesso  avvolge il racconto in una atmosfera reale che rende l’opera estremamente piacevole, oltre che interessante per i riflessi sociali, storici, psicologici, teologici, ecc…  

Vorrei parlare qui di alcuni romanzi, partendo dall’esperienza del nostro Caffè letterario, attivo da oltre dieci anni a Scampia.

Il resto di niente, romanzo avvincente del compianto Enzo Striano, ci rinfrescava la memoria sui fatti del 1799  relativi alla  breve vita della “Repubblica napoletana”. Striano ci appassionò alla storia di quel tempo, ingiustamente trascurata dagli storici  (compreso quelli che la storia la descrivono in pillole nei libri di testo scolastici).

Poche settimane dopo leggemmo, con l’autore, Di questa vita menzognera. Giuseppe Montesano, in questo suo romanzo, parlava dei mali urbanistici di Napoli  creando una storia fantastica e grottesca attorno ad una famiglia di imprenditori, finti o veri camorristi, che la loro città la stavano “rivoltando come un calzino”.

Con All’ombra delle fanciulle in fiore, Marcel Proust ci deliziava con una prosa dolce, veloce, appassionata, quasi impressionistica, come le opere pittoriche dei decenni trascorsi. Una storia tutta inventata, con la descrizione della società del tempo del tutto veritiera.

Nel romanzo L’uragano di novembre Bohumil Hrabal “apre a scroscio la sua anima, in una splendida febbre creativa, con una tensione che dura dalla prima all’ultima pagina”. L’atmosfera è quella della stagione culturale praghese degli anni sessanta.

Ne La palude definitiva di Giorgio Manganelli trovammo l’allucinazione di un teologo, la ricognizione di un  luogo in cui “è difficile entrare e impossibile uscire”: un romanzo della memoria oscura ma di conturbante bellezza.

I sommersi e i salvati di Primo Levi, letto in occasione della giornata della Shoah, riferivano del sistema autoritario e delle tecniche per annientare la personalità degli individui. Dopo quarant’anni Primo Levi volle dare una risposta ai tanti interrogativi posti con l’ormai notissimo “Se questo è un uomo”.

Un giovane autore, Bruno Tognolini, specialista di programmi  televisivi per ragazzi, aveva pubblicato un romanzo per tutte le età. Un argomento storico ma anche teologico; fantastico e visionario; poetico e…informatico in Lilim del tramonto. La sua lettura è utile proprio in questi giorni, visto che il tema è incentrato sulla nascita di Gesù.  

Poi c’è stato Moby Dick di Herman Melville, un capolavoro della letteratura di ogni tempo, il più bel libro sul mare, che affascina da oltre un secolo e mezzo generazioni di lettori. Apparentemente un libro di avventure marinare ma sostanzialmente un romanzo  con grandi riferimenti, storici, biblici, anche shakeasperiani, dove l’ossessione del male, cioè il desiderio (del capitano Achab) di sconfiggere il male (la balena bianca),  non tiene in nessun conto la tutela della creature, anche le più possenti, del creato.

Circa cinquanta sono stati i romanzi letti al “Caffè”. Oltre una settantina i saggi…  

Ultimo romanzo, storico, di cui desidero parlare: Miserere di Rino Malinconico. Introdotta da brani musicali eseguiti da due giovani pianisti di “Musica libera tutti”, la lettura ci ha affascinati per una serie di motivi. Innanzitutto la descrizione dei personaggi principali, perfetta nelle caratteristiche legate alle rispettive figure. Il potente Monsignore, Clermont,  più potente del suo Signore (siamo nel Basso Medioevo); il cavaliere, Essner, dalla forte personalità; Angelica, giovane Contessa di Belfort. L’intreccio degli avvenimenti: legati in modo marginale alla guerra dei cent’anni, e alla peste del 1348. La storia di un amore profondo e difficile tra una nobile, Angelica, e un  cavaliere, Essner, eccellente, sotto ogni aspetto. Gli intrighi e l’interessata astuzia del monsignore, e le sue mire verso la giovane contessa. La presenza di moltissimi personaggi minori dove ciascuno, da solo, potrebbe  reggere un intero racconto. Le dotte citazioni, teologiche, filosofiche, storiche… Non ultima, la scrittura scorrevole, anche poetica,  legata al tempo e ai luoghi del romanzo. 

Insomma, la lettura di un romanzo accresce la nostra cultura e rende molto al nostro spirito. Leggiamo, dunque, a dispetto delle statistiche…

Sabato, 31 Gennaio 2015 05:43

Quanto vale leggere un romanzo

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Quanto vale leggere un romanzo? Prova a rispondere Franco Maiello

Sabato, 31 Gennaio 2015 05:37

I buoni sentimenti

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Chi vuole un mondo nuovo dovrà anche metterci tutta la tenerezza possibile. 

Lunedì, 16 Giugno 2014 18:03

What is and what should never be

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What is and what should never be  di Enrico Milani

Sabato 17 maggio, alle ore 18,30 cena e presentazione di “Dialettica della soggettività”  

Sabato, 10 Maggio 2014 08:28

Il frammento sulle macchine (di K. Marx)

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... subentra il libero sviluppo delle individualità ...

Mercoledì, 07 Maggio 2014 06:05

Il troppo

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Tutti lo sanno. Ma quel che tutti non vedono è....

di Giuseppe Rensi