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Venerdì, 04 Marzo 2016 10:44

Cronache bolognesi: una vittoria amara

Scritto da  Roberta Picardi

 Il 28 febbraio si sono tenute a Bologna le primarie per la scelta del candidato sindaco della lista « Coalizione Civica Â». Poi la radio e i giornali annunciavano la vittoria di Federico Martelloni, « quadro di Sel Â» : e giĂ  l’uso di questa espressione non può che lasciare l’amaro in bocca a chi - pure apprezzando le doti del candidato, un giovane professore di diritto del lavoro da sempre impegnato nelle battaglie piĂą radicali della sinistra cittadina e nazionale – aveva creduto che « Coalizione civica Â» fosse un’esperienza nata dal basso, sulla quale non avrebbero messo nĂ© le mani nĂ© il cappello le forze politiche esistenti e agonizzanti, tra le quali duole annoverare anche Sel. Chi scrive e chi avanza queste riflessioni ha partecipato a queste primarie, nonostante nutrisse giĂ  in anticipo i dubbi ora sollevati ; ma è probabile che una buona parte del bacino elettorale di questa « coalizione civica Â» abbia preferito non prestarsi al gioco, come risulta dai dati relativi alla partecipazione, che sono il secondo elemento a rendere amara la vittoria di Martelloni : anche se nessuno ha osato dirlo, in una cittĂ  come Bologna, 1500 votanti non lasciano sperare nulla di buono e dovrebbero essere un ammonimento, riguardante l’opportunitĂ  di non soffocare nelle logiche di partito le energie dei movimenti piĂą vitali che negli ultimi anni avevano rianimato la cittĂ  , come il Comitato articolo 33 o il Comitato per il referendum sull’acqua. Se a quanto appena detto si aggiunge che su 1500 voti ben 600 sono andati a Paola Ziccone – che non aveva alle sue spalle alcun partito politico – la vittoria di Martelloni diventa ancora piĂą amara e dovrebbe essere accompagnata da una serie riflessione critica sulle cause del successo della Zicconi, che pure non sembra brillare per le sue capacitĂ  di trascinare le masse. Questo successo non può che apparire – a chiunque non voglia tapparsi gli occhi e le orecchie – come l’espressione di un profondo malcontento : il malcontento di tutte le lavoratrici donne che – come sempre accade nei momenti di crisi economica – hanno per prime e piĂą duramente subito i tagli del Comune. Mi riferisco prima di tutto alle lavoratrici donne che lavorano nei settori educativi e nelle scuole d’infanzia del Comune di Bologna e, piĂą in generale, in tutti quei settori delicati in cui il lavoro è “cura” degli altri, e proprio per questa ragione è un bene prezioso, di cui si dovrebbe avere “cura” : sono queste donne che - nella generale e colpevole indifferenza dei sindacati – hanno subito un vergognoso declassamento economico e professionale. Ma mi riferisco anche a tutte quelle lavoratrici donne che – a seguito dell’innalzamento delle rette dei nidi – hanno « preferito Â» tenere i bimbi a casa : e naturalmente il verbo «preferire Â» è un eufemismo, che cela la realtĂ  di una scelta alla quale manca la prima condizione per essere tale, ossia la libertĂ . E il discorso dovrebbe forse essere piĂą vasto, perchĂ© il malcontento confluito nel voto della Ziccone è il malcontento di tutte quelle donne che non si sono lasciate irretire nelle maglie del potere locale e, semplicemente, continuano a protestare contro il “dominio maschile” – per dirla con Pierre Bordieu – in tutte le forme in cui esso si manifesta: a partire dalla selezione di coloro che sono chiamati a amministrare la cosa pubblica.

Letto 395 volte Ultima modifica il Venerdì, 04 Marzo 2016 12:01